Llapaku musique des Andes

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Non vi preoccupate, vi risparmio la trita e ritrita rassegna di libri sugli Inti Illimani e sulla musica andina. Li abbiamo letti tutti e non se ne può più. Faremo invece un giro un po’ più alternativo e scopriremo alternative ai circuiti folk classici. Spazieremo dalle danze celtiche alle sonorità giapponesi e come sempre, se avete segnalazioni degne di nota, scriveteci!

Polkabilly:

Ovvero come i Goose Island Ramblers hanno rivoluzionato la musica Folk americana
Autore: James Leary; Editore: Oxford University Press.
Anno 2006, 259 pagine

Ormai si è detto tutto sui Goose Island Ramblers. Sulle sonorità celtiche e continentali (in senso europeo) e sul miscuglio ritmiche blues e di ballate del Midwest e del profondo Sud americano, nelle cui taverne suonarono per quasi due decenni. Quello che questo libro aggiunge agli studi esistenti è una rivista stupefacente di tutte le influenze mitteleuropee e scandinave sul sound del gruppo. C’è di tutto: polka slovene, dialetti neerlandesi, yodel tirolesi, marce hawaiane (lo so, non c’entra niente con l’Europa, ma qui c’è veramente di tutto) e acustiche scandinave a volontà. Non per nulla l’autore è professore di folklore e di studi scandinavi all’università di Madison, negli States.

Non contenti di questa impressionante rassegna di influenze sonore sul suono dei Goose Island Ramblers, l’autore analizza come ognuna di esse si sia solidamente impiantata nello stile dei nuovi gruppi Folk statunitensi. Da non perdere!

Musica Tradizionale Giapponese:

E strumenti Musicali (nuova edizione)
Autore:William Malm; Editore: Kodansha Intl.
Anno 2001, 356 pagine

Non è un libro nuovissimo ma abbastanza originale e sconosciuto per meritare di essere ricordato. Al di là del suo valore e del suo ruolo nella scoperta (o meglio, nella riscoperta) delle sonorità tradizionali giapponesi, questo libro ha la facoltà di tradurre la musicalità del sol levante in termini che il lettore europeo troverà familiari, senza però tradire lo spirito dell’opera e riproducendo fedelmente le particolarità del folk giapponsese; al punto che il quotidiano locale Manichi dice di questo studio: “Questo libro è splendido e intelligente, informativo e appassionante”. Un altro giornale giapponese lo definisce “il testo standard” nel suo campo. Questi complimenti, aggiunti alle ottime recensioni che questo libro ha ricevuto oltreoceano, suggeriscono che esso meriterebbe maggiore spazio anche nelle biblioteche degli appassionato di musica folk in Europa. A buon intenditore...

La Musica degli Arabi:

Autore: Habib Hassan Touma; Editore: Amadeus.
Anno 2003, 260 pagine

Questo libro non fa per chi pensa che la musica araba sia una lunga e lagnosa cantilena in... arabo! L’autore, lui stesso musicista provetto e musicologo affermato, ha redatto una specie di opera omnia, un compendio degli studi precedenti che abbraccia oltre 20 secoli di storia della musica araba, inclusa la musica religiosa musulmana, spiegando nel dettaglio (in inglese, non in arabo) la secolare produzione artistica, vocale e strumentale dei musicisti arabi. La bibliografia è impressionante. Purtroppo la discografia copre soltanto gli ultimi decenni, che non sono i più brillanti nella produzione musicale araba; ma questo limite è più dovuto alla difficoltà di reperire dischi precedenti agli agli anni ’60, piuttosto che una omissione volontaria da parte dell’autore. Se siete fortunati e reperite una copia nuova di questo libro, controllate che non manchi in allegato un disco con sette composizioni originali scelte dall’autore, che non sono ancora riuscito ad ascoltare...

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